“Voglio amarti scrivendo, prenderti scrivendo”: la bellissima lettera di Italo Calvino a Elsa De Giorgi

Vo­glio amarti scri­vendo, pren­derti scri­vendo, non al­tro. È forse la paura di sof­frire che prende il so­prav­vento? Cara, cara, mi co­no­sci troppo, ma no, troppo poco, devo an­cora farmi co­no­scere da te, devo an­cora sco­prirmi a te, stu­pirti, ho bi­so­gno di farmi am­mi­rare da te come io con­ti­nua­mente ti am­miro. Ho più che mai bisogno di stare fra le tue braccia. Gioia cara, vorrei una stagione in cui non ci fossi per me che tu e carta bianca e voglia di scrivere cose limpide e felici. Una sta­gione e non la vita? Il mio amore per te è nato come una protesta di individualista, una protesta contro tutto un clima, mosso da un bisogno profondissimo ma con un significato generale, una lezione per tutti, di non-rinuncia, di coraggio alla felicità. Come que­sta le­zione si tra­durrà nell’opera crea­tiva è an­cora da vedersi.

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