“Tu sei”: uno splendido scritto di Martha Medeiros

Tu sei i giocattoli con i quali hai giocato, il dialetto che hai parlato,
tu sei i nervi a fior di pelle durante i test di ammissione all’università, i segreti che hai portato dentro di te,
tu sei la tua spiaggia preferita, Garopaba, Maresias, Ipanema,
tu sei la rinascita dopo un incidente scampato, quell’amore confuso che hai vissuto, il discorso serio che hai avuto con tuo padre,
tu sei ciò che ricordi.
Tu sei la nostalgia che senti di tua madre, il sogno rotto quasi sull’altare, l’infanzia che ricordi, il dolore di non esser riuscito con certezza, di non aver parlato al momento giusto,
tu sei quello che fu amputato nel passato, l’emozione di un frammento di libro, la scena della strada che ti ha strappato lacrime,

tu sei ciò che piangi.
Tu sei un abbraccio inaspettato, la forza data all’amico che ne ha bisogno,
tu sei il pelo del braccio che si rizza, la sensibilità che grida, l’affetto che scambi,
tu sei le parole dette per aiutare, le grida sbloccate dalla gola, i pezzi che unisci,
tu sei l’orgasmo, la risata, il bacio,
tu sei ciò che tu sfoghi.
Tu sei la rabbia di non esser riuscito, l’impotenza di non riuscire a cambiare,
tu sei il disprezzo per gli altri che mentono, la delusione per il governo, l’odio che tutto ciò crea,
tu sei chi rema, chi stanco non rinuncia,
tu sei l’indignazione per i rifiuti buttati dall’auto, l’ardere della rivolta,
tu sei ciò che bruci.
Tu sei quello che rivendichi, ciò a cui riesci a dare origine tramite la tua verità e la tua lotta,
tu sei i diritti che hai, i doveri ai quali ti obblighi,
tu sei la strada sulla quale corri indietro, strisci, apri varchi, cerchi,
tu sei ciò che difendi.
Tu non sei solo ciò che mangi o vesti. Tu sei ciò che pretendi, riunisci, scarabocchi, tracanni, godi e leggi. Tu sei ciò che nessuno vede.

Martha Medeiros

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