“Caro Amore”: l’ultima lettera della scrittrice Virginia Woolf al marito

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Caro Amore,
guardare in faccia la vita, guardarla attentamente e capirla al fine unico di comprenderla, amarla, e scegliere di metterla da parte, scegliere di lasciarla alla sua bellezza universale e andarsene insieme agli anni vissuti e trascorsi insieme.
Ai giorni. All’amore.
Andarsene via insieme a tutto quello che la vita stessa unita alla consapevolezza della morte e al desiderio intrinseco di quest’ultima ci hanno regalato.
E poi attimi. Istanti eterni…
Lasciarsi guidare in un mondo che volevo ma che non hai voluto tu.
Fa che sul mio viso non scompaia mai il tuo sorriso, il tuo amarmi e il mio non voler… cosa?

Farmi amare, forse.
Farti soffrire, probabilmente.
Mostrarti parti di me che spaventano persino me stessa, sicuramente.
Me ne andrò dalla tua vita, per non farci ulteriormente del male, per non urtarci con i nostri ricatti morali, con il nostro troppo e il nostro troppo poco.
Quando verrà la tua assenza mi sentirò impreparata, ancora legata a te.
E tu?
Che cosa farai?
Ed io, su quale cuscino scioglierò i miei capelli?
Dove porterò quel sorriso e la mia valigia piena di vestiti che conosci?
Una frenesia nel cuore, un dubbio atroce: è finito tutto oppure non è cominciato?
Fuori tutto il mondo ed ogni cosa stanno al suo posto, gli orologi girano le ore e tutto quanto il resto.
Amore mio fermami, da questi pensieri troppo fragili, da queste fiale troppo complici, dai sorrisi troppo ironici, dalla troppa solitudine.
Guardare la vita, guardarla attentamente e tentare di comprenderla al fine di amarla e scegliere di metterla da parte.
Di andarsene insieme a quello che ci ha legati.
Alle parole. L’amore. L’oblio.
Insieme alle ore.
Quelle ore che non avranno più sorelle.
E scegliere di andarsene.
Per sempre.

Virginia Woolf, Lettera di addio al marito

Un commento su ““Caro Amore”: l’ultima lettera della scrittrice Virginia Woolf al marito

  1. Elisabetta il said:

    Che brutto modo di morire ha scelto Virginia…soffocata dall’acqua, con le pietre in tasca per non poter cambiare idea…
    Mi chiedo cosa porti a scegliere uno specifico modo per finire….da dove arrivi quel suggerimento….
    Il sangue che esce dalle vene…l aria, l abisso che ci inghiotte lanciandosi nel vuoto facendoci perdere i sensi prima dello schianto….
    Soffocare con l acqua o la mancanza d aria mi fa pensare ad una sofferenza, punizione finale, anche alla fine come solo le donne sanno cercare.